giovedì 1 aprile 2010

I migliori eps del 2009!!!

Non staremo nemmeno a giustificarci spiegando il perché e il percome. Il tempo è ridotto all'osso e le classifiche escono adesso. Punto. Come tradizione vuole, partiamo dunque con la top ten degli ep 2009!

01. Bryan Scary & the Shredding Tears - Mad Valentines Le due precedenti uscite del bizzarro, istrionico e talentuosissimo artista newyorkese avevano diviso la community pop come poche altre opere recentemente. Che il genio, piccolo o grande, fosse nascosto da qualche parte si era capito al volo. Tuttavia, la critica è sempre stata una, e più o meno recitava così: "canzoni splendide e grandi melodie, Bryan, però vacci piano con orpelli, frizzi e lazzi". Il ragazzo sembra aver capito. Mad Valentines naviga sempre nel barocco e nell'eccesso, mentre Mr. Scary è sempre truccato, circense e primadonna, come un Mika in grado di scrivere canzoni pop enormi. La misura tra lo spettacolo e la forma canzone però ora è quella giusta, così brani sensazionali come The Garden Eleanore, Maria St. Clare e Andromeda's Eyes sono alcuni tra i migliori esempi di Jellyfishing estremo da cinque anni a questa parte.

02. Greg Pope - Pete Il sospetto si sta trasformando in favolosa realtà: Greg Pope è uno dei migliori autori powerpop dei giorni nostri. L'ex leader degli Edmund's Crown aveva fatto breccia nella classifica degli album 2008 grazie a Popmonster, che con un gioco di parole un pò triste, convengo, avevamo definito uno dei dischi d'esordio più mostruosamente belli degli ultimi anni. Greg conferma e rilancia, con un ep che prende il meglio di quell'album e lo convoglia in sette brani uno più spettacolare dell'altro. Il sound è quello: gli Who più chiassosi in overdose di saccarina che affidano la produzione a Robert Pollard. Oppure, prendendola da un altro verso, Steve Eggers dei Nines che fronteggia i Guided By Voices. How Do You Do It? è la perfezione del pop, mentre le chitarre sporche e sature - in quello che ormai potremmo definire pure-Pope-style - dell'iniziale Fall Into Your Arms incontrano un cantato alla James Broad da perdere la testa, per una delle migliori "partenze" dell'anno. Greg Pope? Massima affidabilità!

03. The Bradburys - Don't Pump the Swingset Sono stati gli attori dell'ultima recensione pre-classifiche, e al rush finale hanno conquistato un meritato podio. Come ricorderete, in sede di commento abbiamo descritto il sound dei Bradburys come un estratto molto coinvolgente del lato più rock'n'roll del powerpop, che si pone a metà strada tra le fasi prodromiche del genere (Searchers, Liverpool 5, Knickerbockers) e il più consapevole periodo d'oro d'inizio Ottanta (Shoes, Smithereens). Ovviamente confermiamo quanto detto. Produce Jeff Murphy, e si sente. Divertimento e disimpegno a cascata ed una gemma, Mary Goes Around, tra i brani più ballabili dell'anno.

04. Michael Gross and the Statuettes - Daylight & Dust






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