giovedì 9 settembre 2010

Disco del Giorno 09-09-10: The Offbeat - In Love Field (2010; autoprodotto)

E' bello fidelizzarsi ad una band. Gli Offbeat, ospiti per la terza volta sulle pagine di UTTT, da queste parti sono ormai di casa. Un paio di anni fa, i più antichi lettori lo ricorderanno, parlavamo dell'omonimo album di debutto del trio britannico, mentre giusto la scorsa estate analizzavamo To the Rescue, quinto classificato nella top ten degli ep 2009. In Love Field, il nuovo lavoro lungo firmato dai celebri Darren Finlan, Tony Cox e Nigel Clark, riprende da capo il discorso interrotto da To the Rescue, ed ora vi spiego perchè. Il nuovo album è nei fatti una versione estesa dell'ep 2009, inizia con gli stessi 5 pezzi e ne aggiunge altrettanti, ma guai a sfiorare con il pensiero il fatto che si tratti di una mossa commerciale. I motivi li chiarisce Finlan, quando afferma che "tutti e dieci i brani di In Love Field fanno parte di un discorso univoco, un'unica trattazione sulle varie sfaccettature dell'amore. Ogni frammento, ogni traccia, ha un preciso significato singolare, ma allo stesso tempo è un pezzo fondamentale del puzzle complessivo. Ecco perchè abbiamo deciso di inserire i brani dell'ep: non ci fossero stati, il disco avrebbe perso qualsiasi significato".

Premesso ciò che era doveroso premettere, mi sembra scolastico (è la terza volta che lo faccio) trattare i contenuti veri e propri di un altro ottimo disco griffato dall'affidabilissimo combo britannico. L'amore sviscerato ed analizzato sotto dieci diversi aspetti, certo, contenuti in dieci involucri di prezioso, tipico merseybeat solare per aficionados della materia. Songwriting classico e voci competenti interpretano frammenti di uno stile che mai ci stancheremo di incensare. Per chi non avesse avuto modo di ascoltare l'extended play dello scorso anno, ricordiamo che ne fecero la fortuna piccole pepite come la scintillante She Can Make the Sun Shine ed il suo classico impianto da sing along del periodo mid-Beatles. Poi Blue Sky, dove gli Offbeat imprimono a fuoco il loro marchio di fabbrica fatto di tradizionali standard Mersey illuminati da luce californiana e soprattutto Something About the Girl, clamoroso esempio di powerpop ante-litteram, uno dei migliori brani ascoltati in tutto lo scorso anno.

Chiarito il fatto che i brani citati, da soli, farebbero la fortuna di tantissimi album mediocri, Finlan e compagnia decidono di spaccare il cappello e di arricchirli con cinque canzoni di purezza astrale, e di raggiungere con esse le vette del loro livello compositivo. Citiamo, ad esempio, Where is the Girl, a parer mio il momento migliore dell'album, dove già dalle primissime note si intravvedono la compostezza e la confidenza melodica dei migliori Turtles. Sissignori, trattasi di vocal pop al suo meglio! E che dire della straordinaria When You Got Love? Che il suo midtempo, sottofondo ad intrecci armonici davvero sontuosi, porta alla mente ed al cuore il mai dimenticato ed omonimo album dei leggendari Blue, chi ha orecchie per intendere intenda. Con Word to the Wise e A Love to Last, la coppia di tracce successive, torniamo ai tempi dei tradizionali profumi merseybeat, fatti di paradigmi semplici, tempi da balera e poster di Mindbenders ed Herman's Hermits in cameretta.

La conclusione è affidata a Jennifer Sometimes, un acustico McCartiano perfetto per suggellare un disco che, in dosi molto generose, regala all'ascoltatore proprio quello che l'ascoltatore si aspetta e forse qualche cosa di più. Perchè va bene lo stile, ma alla fine, poi, contano le canzoni. Passo e chiudo con un avviso ai naviganti: coloro che già fossero in possesso dell'ep To the Rescue non si preoccupino. E' vero che ascoltando In Love Field riconosceranno cinque "vecchi" brani, ma Finlan e soci hanno ovviato al problema vendendo il disco al prezzo di un extended play. Un buon motivo in più per supportare, oltre che la musica indipendente, l'onestà intellettuale di tre ragazzi per bene.

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