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venerdì 26 giugno 2020

Un Venerdì da single #4



Vegas With Randolph "N.S.A." 


John Ratts ed Eric Kern non stanno mai troppo tempo senza farsi sentire. Nei dintorni di Washington DC, anche se i confini territoriali li collocano ancora nella Virginia settentrionale, i Vegas With Randolph continuano a produrre ottimo power pop, già a suo tempo definito "musica da festa per gente illuminata." Dal 2008 sono arrivati quattro album in dieci anni: l'ultimo, l'ottimo "Legs and Luggage", l'abbiamo ascoltato per la prima volta due anni fa. In attesa di sapere se il tempo medio tra le uscite verrà rispettato, la band ci rassicura con un bellissimo singolo digitale segnato dall'acronimo N.S.A., "No Strings Attached", in slang, quelle azioni che non richiedono nulla in cambio, specie in ambito amoroso. Nessun coinvolgimento sentimentale, insomma: accontentatevi della loro ultima pubblicazione.

Coast Red "Yes Man"

Due singoli e un EP in meno di un anno per il duo californiano, anche se l'esordio sul supporto fisico ancora non è arrivato. Nick Noble e Jacob Sloan continuano a scrivere imperterriti in attesa che qualcuno provveda alla necessità, rimanendo ben ancorati a quegli anni d'inizio millennio in cui canzoni come Yes Man riempivano le chicchissime sale di ogni discoteca indie-rock rispettabile. Detto che il genere nel corso degli anni ha perso molta della freschezza originaria - i nuovi dischi di Strokes, Fratellis e Drums sono le più recenti dimostrazioni in questo senso - l'operazione Coast Red assume notevoli meriti per il riuscito tentativo di rivitalizzarlo. 

Dungeon Of Skeletons "Valencia" 

"La vita è strana, la musica di più. Le nostre influenze cambiano in continuazione: tra quelle del momento sicuramente i Beach Boys, Halloween, il caffé e i dolori articolari cronici." Justin Kline è stato già ospitato su queste pagine una vita fa, per ben tre volte, grazie a un album e a due meravigliosi EP che da quasi dieci anni, di tanto in tanto, tornano a girare nei nostri impianti. Con molto piacere ospitiamo il nuovo progetto di Justin prodotto da Mike Purcell (Superdrag, Lees Of Memory), che l'autore suggerisce ai fanatici di Nada Surf, Teenage Fanclub e, appunto, Superdrag. Il pezzo qui esposto ha piuttosto le sembianze di una bellissima ballata semi-acustica, segnata dalla melodiosa e irresistibile voce del signor Kline che ci induce a sperare in qualcosa di più, possibilmente a breve.

Mom "Tonight"

Quando associate la Svezia all'ampio genere chiamato power pop e lo fate davanti a noi, state sicuri che uno spazio in apertura lo troveremo senza dubbi. Donny Merkins, Luke Wharm e Frank Uptight sono un trio di Malmo meraviglioso nel raccogliere come meglio è difficile riuscire l'impegnativa eredità della grande cultura pop-chitarristica patria, immergendone le impareggiabili qualità in un barile colmo di denso glam'n'roll d'annata. Voci e chitarre studiate sui vecchi testi di Quick e Milk'n'Cookies, dunque, tenendo però sempre ben presente il lascito ereditato da "In Color", necessario ad accentuare una notevole propensione energetica comunque innata. Tonight e Track Of My Tears, almeno per il momento, compongono il singolino dell'anno in attesa dell'album lungo previsto per l'autunno.

Jim Trainor "Glass Half Full"

Avevamo parlato di Jim Trainor nella scorsa puntata e tessuto le lodi della splendida ballata Sometimes, che a quanto pare aveva servito da apripista a questo extended di brani sei, in attesa di un auspicabile album vero e proprio. L'autore dall'Idaho maneggia con estrema nonchalance il manuale melodico, e le canzoni in scaletta trasudano capacità scrittorie non comuni. The Only One, psichedelicamente movimentata da suadente sitar, apre le danze seguita da una pura gemma dedicata a tale Claire, saltellante mid-tempo genialoide benedetto dai capostipiti Roger Manning e Jeff Lynne. L'urgente saetta melodica Grace & Beauty alza i bpm aggiungendo un'altra freccia alla faretra di Trainor, mentre Mine to Take è un altro grande frammento di composizione colta e ispirazione lennoniana che starebbe a pennello tra le ultime produzioni dei Cotton Mather. Insomma ce n'è abbastanza per rendere Glass Half Full uno dei dischetti dell'anno, e mi chiedo cosa stiano combinando i grandi capi delle etichette discografiche se una splendida raccolta di canzoni come questa è disponibile solo in formato digitale.

Lolas "Louise Michel"

Dopo quasi tre lustri di silenzio dal 2006 di "Doctor Apache" allo scorso anno in molti pensavano che il grande Tim Boykin avesse messo la parola fine, e da tempo, ai Lolas. Improvvisamente, ritrovate volontà e ispirazione, il talento puro da Birmingham, Alabama, ha tolto le ragnatele al mitico gruppo che scrisse "Silver Dollar Sunday" presentando nel giro di pochi mesi non uno, ma due album nella seconda metà del 2019, e ora rilancia con il nuovo singolo Louise Michel che magari aprirà la parentesi a un nuovo capitolo della saga. Il compagno Boykin aveva chiuso l'ultimo disco intitolato "Bulletproof" addirittura con L'internationale, e riprende con un'ode all'indimenticata protagonista della rivolta anarchica francese ottocentesca: quando si dice l'importanza delle radici. Ah, poi ci sarebbe la musica: che volete che vi dica che già non si sappia? I Lolas confermano la loro iscrizione alla serie A del power pop d'inclinazione McGuinn/Davies per il ventiduesimo anno consecutivo. 

Wilson & the Catholics EP

Dalla sua casa di Joplin, Missouri, e in coerenza con l'impegnativo nome che si ritrova, Wilson Hernandez è solito spedire lettere d'amore beachboysiano approfittando dello pseudonimo Tennis Club, circostanza che basta e avanza per attirare l'attenzione di un addetto alla materia della pallina di feltro gialla come il sottoscritto. Lo scorso anno il trio ha fatto uscire per la somma Elephant Records il bellissimo mini-album "Pink", e scrutando i possibili sviluppi futuri Wilson si è poi dedicato a un'estemporanea avventura solista, votata a un bedroom pop d'influenze non dissimili da quelle attribuite alla sua band principale, ma di concetto più lo-fi e "indie" nel senso migliore di un termine ormai generalmente privato di significati positivi. Più che i Beach Boys, di conseguenza, le otto tracce che compongono l'omonimo EP di Wilson & the Catholics (uscito solo in cassetta per l'etichetta DIY giapponese Galaxy Train) sembrano delle demo di Mark Johnson & the Wild Alligators. E tanto basta a ospitarlo volentieri da queste parti.

giovedì 14 febbraio 2008

Disco del Giorno 14-02-08: The Lolas - Like The Sun (2007; Jam recordings)

Sebbene negli ultimi anni siano uscite numerose ottime powerpop bands, quello che manca è la costante presenza dei "grandi" del genere, quegli artisti che fino a non più di sei o sette anni fa trascinarono la scena a livelli inimmaginabili, riportandola vicina ai fasti degli anni ottanta, quando in giro c'erano i Big Star: era tutto un fiorire di gruppi fantastici, grandi etichette come la Not Lame erano ancora attivissime e sembrava che tutto fosse possibile. Ultimamente si sta assistendo ad una sorta di ricambio generazionale e i grandi artisti del glorioso finale di millennio sembrano centellinare le loro sortite. Per fortuna c'è qualcuno che, impavido, continua a tirare dritto per la sua strada, e una band che senz'altro merita di essere inserita nel novero dei gruppi quintessenziali sono i Lolas.

Formatisi nel 1998 sulle ceneri degli Shame Idols attorno alla figura del cantante-chitarrista-compositore Tim Boykin in quel di Birmingham, Alabama, i Lolas hanno dato alle stampe quattro album: Ballerina Breakout (1999), Silver Dollar Sunday (2001) e Something You Oughta Now (2004) - tutti per la Jam recordings - e Doctor Apache (2006), per la Giapponese Wizzard In Vinyl, etichetta che ha anche ristampato i tre album precedenti, a dimostrazione del discreto successo che i Lolas riscuotono nel paese del sol levante (dove sono persino stati in tour). Il disco oggetto di questa recensione, Like The Sun, non può invece essere considerato un vero e proprio album, ma piuttosto una raccolta che mette un pò d'ordine nel materiale "Nipponico" della band.

Composto da venti tracce, sostanzialmente Like The Sun è per per metà la ristampa Americana di Doctor Apache (i cui brani sono tutti presenti ad eccezione di Nobodeh) e per la rimanente parte è completato da covers, tratte per la maggior parte da un ciddì uscito lo scorso anno che i Lolas hanno voluto tributare ai loro artisti preferiti, pubblicato sempre dalla Wizzard In Vinyl con il titolo Let's Rock Rave And Shout With The Lolas. Per chi non avesse dimestichezza con la band di Tim Boykin, diciamo subito che le coordinate generali sono quelle di un rock melodico che prende spunto in egual misura dal jangle-pop anni sessanta e dall'energia pop-punk dei tardi settanta, il tutto sovrastato dalla voce di Boykin, molto simile a quella di James Broad dei Silver Sun e che per questo definirei...angelica? Si, ci può stare. I fans di Beatles, Kinks, Shoes, Records, Silversun, ma anche dei Ramones inizino pure a leccarsi i baffi! Brani come Eye Eye, Take My Hand, Blue Shadows e When I Look Into Your Book sono cristallini esempi di bubblegum pop di ispirazione Monkees; poi ci sono grandi pezzi power-pop'n'roll come Me And Barbara Stanwyck e Sticker, dove sono i classici maestri Records e Shoes a fare capolino e altri, come Staying Inside ed Elecrtic Power, dove si fa sentire inequivocabile l'influenza dei Ramones, cioè il bubblegum preso dall'altro lato (quello punk rock), mentre in The Selfish Song il terzetto di Birmingham sconfina nel territorio new-wave, ed allora per qualche minuto sembra di ascoltare i Cars. Poi ci sono le cover, tutte molto ben interpretate ed ancora meglio scelte. Si va da Action Woman dei Litter a Going All The Way degli Squires, da I Can Only Give You Everything dei Them a Wig Wam Bam degli Sweet.

Se già siete dei fans ma non avete fatto vostro Doctor Apache due anni fa, l'acquisto di Like The Sun è obbligatorio, anche perchè Doctor Apache è fuori stampa; se invece già lo possedete e siete come me dei completisti, prendetelo perchè le covers sono rarissime...Se, infine, non conoscete i Lolas ma amate il power pop o comunque il rock melodico influenzato dal passato andateveli a scoprire, magari partendo da Silver Dollar Sunday (il mio preferito) e via via completando la discografia, perchè i Lolas sono assolutamente uno dei gruppi fondamentali per capire il powerpop degli ultimi dieci anni.