lunedì 18 giugno 2012

Disco del Giorno 18-06-12: The Corner Laughers - Poppy Seeds (2012; Mystery Lawn)


Ormai di casa da queste parti, i Corner Laughers da Frisco tornano a trovarci a due anni di distanza da Ultraviolet Garden, eccellente secondo album uscito già due anni fa. Terzo lavoro complessivo per l'adorabile Karla Kane ed i suoi compagni di ventura, che stavolta sono il marito Khoi Huynh al basso, Charlie Crabtree dietro ai tamburi, KC Bowman alla chitarra a parziale sostituzione di Angela Silletto, co-fondatrice del sodalizio che, comunque presente in una manciata di brani, ha deciso di abbandonare band e stato di residenza a metà delle registrazioni. Poppy Seeds, rispetto ai precedenti episodi firmati Corner Laughers, mantiene le incredibili caratteristiche adesive pur cambiando, seppur leggerissimamente, modo di intendere il loro sublime concetto di popular music. 

Meno sfacciato dell'esordio Tomb Of Leopards e più chiaramente pop rispetto all'americaneggiante Ultraviolet Garden, questo nuovo lavoro sprinta con più convinzione su rettilinei twee, come chiaramente si intende ascoltando Bells Of El Camino e Sugar Skull, senza tuttavia tralasciare il classico Laughers' sound alla Grasshopers Clock, dove Karla stende il proprio eccezionale wordplay sulle consuete ed irresistibili melodie della casa. Per il resto, ed il resto è veramente tanto, si segnalino il primordiale midtempo anche un po' Cub di Rainy Day, l'approccio “fun fun fun” di Transamerica Pyramid, la canzone d'amore dedicata alla natia Bay Area ed al suo caratteristico Perfect Weather. Come ci si sarebbe potuto aspettare, il contorno è raffinato dal talento che Karla esprime ogni qual vota si trovi con un ukulele tra le mani, ma stavolta, per non farsi mancare nulla, il sigillo lo mettono le clamorose collaborazioni con l'ubiquo Allan Clapp, con il maestro psichedelico Anton Barbeau e, non me ne vogliano gli altri, soprattutto con il fenomeno Mike Viola, che duetta a piacimento nella cavalcata western 8:18

In Poppy Seeds, i Corner Laughers regalano esattamente ciò che ci si aspetta da loro: dodici gemme di pop intarsiato di twee ed americana; arricchito da bizzarrie liriche che fanno molto XTC; una voce che se non è un incrocio tra la miglior Kristy MacColl ed Amy Rigby poco ci manca ed una capacità di trattenere l'ascoltatore in una sorta di dolce trans agonistica per una mezzoretta di pura delizia. Se ciò non vi basta, non so che dire. Nomination per la top list di fine anno più che assicurata.

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