giovedì 24 luglio 2008

Disco del Giorno 24-07-08: Adrian Whitehead - One Small Stepping Man (2008; Popboomerang)

Circa un mese fa, su Absolute Powerpop (uno dei migliori powerpop blogs al mondo), Steve Ferra eleggeva One Small Stepping Man, il disco d'esordio di Adrian Whitehead, miglior disco dell'anno. E alla fine del 2008 mancavano ancora sei mesi! Ora, non so assolutamente dirvi quale sarà il mio disco preferito a Natale, ma quello che stiamo per trattare è un album tremendamente bello, che un posto nella top ten se lo guadagnerà di sicuro. Adrian Whitehead da Melbourne, Australia, è dunque al primo disco da solista, dopo aver operato nella scena pop e powerpop del proprio paese soprattutto nelle vesti di sideman, essendo stato pianista per artisti quali Badloves, Sophie Koh e Even. E One Small Stepping Man è appunto un disco caratterizzato da favoloso piano pop, guidato da una voce angelica molto simile sia a quella del capostipite John Lennon (giusto un pò meno nasale) che a quelle dei discendenti Sean e Julian.

L'album inizia con Catlin's 60's Pop Song, un titolo quanto mai appropriato per una serie di canzoni devote alle armonie dei migliori songwriters anni sessanta e settanta, e bastano un paio di ascolti per capire che il Nostro sa maneggiare la materia come pochi altri artisti similari contemporanei. Il pezzo, dove i geniali arrangiamenti di pianoforte fungono da manifesto per l'intero lavoro, introduce altri nove brani senza pecche, sapientemente cantati, melodiosi ma mai stucchevoli anche quando capita che si protraggano oltre la canonica durata delle classiche canzoni "popolari". Saving Caroline è appunto un numero che tocca i sei minuti e riesce a non farli pesare, grazie ad una magnifica strofa acustica vagamente trippy che riporta ai tardi Beatles e ad un ritornello riproposto all'infinito che non si smetterebbe mai di ascoltare. Julia, uno dei pezzi migliori dell'album, è di simile impatto umorale ed artistico, ma Adrian sa farsi valere alla grande anche quando immette qualche briciola di chitarra e azzarda maestosi brani powerpop come Radio One (correte ad ascoltare il ritornello, vi sfido a smettere) e Ways Of Man, un pò più docile ma allo stesso modo folgorante.

You Are The Sun, un'altra strepitosa ballata pianistica, mi ricorda molto - anche per lo stile di canto - il grande Sean Lennon di Friendly Fire, mentre Spector's Dead rinfresca la memoria ai fanatici del miglior sunshine pop, ed è un brano che raccomando a chi avesse apprezzato Follow The Summer di Dave Dill, recensito su questo blog lo scorso mese di Maggio. Whitehead è in grado di abbassare i toni all'inverosimile senza perdere un'oncia di efficacia anche nel "chamber pop"di Elle (ecco, forse un pelo lunga, questo si), ma subito dopo riprende da dove aveva lasciato con Better Man, che fa emergere una sorta di McCartney in pieno trip powerpop da perdere la testa. Infine, Nothing's Changed, particolare spaccato acustico sorretto da intonatissimi jambe che mi ricorda, sia per le stupende invenzioni strumentali che per la fragile voce utilizzata, Robert Harrison versione Future Clouds And Radar.

Non so che altro aggiungere. Ho i miei gusti, le mie passioni, i miei vizi. Tutti opinabili, per carità, ma quando ritengo che un disco sia un potenziale top ten, tutto ciò che posso fare è invitarvi ad ascoltare i pezzi su MySpace o Cd Baby, perlomeno.

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