venerdì 30 dicembre 2011

I migliori LPs del 2011! (prima parte)

Il 2011 è stato l'anno con più dischi di qualità eccelsa dai tempi del clamoroso 2008, ma per "leggere" la nostra classifica, proprio perchè tendenzialmente rinnovata, sono necessari tre ordini di valutazione:

1- Al posto della solita top 100, la classifica sul top of the pops 2011 andrà in scena in una ridotta versione formato top 30. Mi sono reso infatti conto che, ad un certo punto, diventava davvero difficile comprendere le reali differenze chessò, tra la posizione 85 e la posizione 87, cosa che diventa molto più facile e sensata in una classifica più concentrata;

2- Nondimeno, in un'annata da ottimo raccolto come quella di quest'anno, ci sarebbero stati tanti altri dischi da segnalare e che mi piange davvero il cuore dover escludere, ma il dado èormai tratto: leggendo le tante altre ottime powerpop top lists in giro per la rete avrete modo di scoprire tonnellate di altri album meritevoli;

3- La classifica, come al solito impostata in ordine inverso per chiare logiche di suspance, sarà quest'anno divisa in sole due parti: quest'oggi si partirà dalla posizione 30 per approdare alla posizione 16, mentre domani highlights sulla top 15, che sostituirà la solita top 10. Tutte i dischi nominati saranno accompagnati da un commento flash e dai classici links.

Senza ulteriori premesse, ecco dunque a voi i migliori 30 dischi del 2011 secondo UTTT!

30. Greg Pope - Monster Suit Quarto studio album, quarto centro. Stavolta, il disco doveva essere semplicemente la colonna sonora di un suo film chiamato Giant Monster Playset. Come ci si poteva aspettare, la suddetta colonna sonora è un altro grande disco dove le supreme melodie pop sono affogate in un antiaccademico magma fatto di fuzz ed occasionali scrosci psichedelici.

29. The Wellingtons - In Transit Sette anni di attività, quattro album, due tour mondiali per una delle bands più attive sul pianeta powerpop. Il quintetto di Melbourne sciorina una serie di brani che sono pop nel senso quintessenziale del termine. Armonie boy/girl laccate oro, arrangiamenti vistosi e freschissimi e chili di quel tipico entusiasmo che sempre, nel genere, accompagna gli artisti australiani.

28. The Beagle Ranch - A Moment Away Quando il college pop è scritto e pensato per risultare immediato nella mente e nel cuore. Vagamente jangly, palesemente teen, A Moment Away agisce in fretta e non molla facilmente. I Rocket Summer dischi così non li scrivono da tempo immemore.

27. Scott Gagner - Rhapsody In Blond L'ex leader degli eccellenti Cartographer piazza un disco essenzialmente perfetto in un grande anno per i singer/songwriters. Benchè le divagazioni psichedelche e la qualità indubbia dei numeri acustici lascino il segno, Scott piazza un paio di baionettate popular da perdere la testa. A questo punto, visti i risultati, aspettarsi dall'autore una certa continuità è il minimo.

26. The Genuine Fakes - The Striped Album La Svezia ha sempre portato con orgoglio la torcia del powerpop e, benchè negli ultimi anni la quantità delle bands scandinave dedite al genere sia diminuita, bisogna dire che la qualità media continua a destare stupore. I Genuine Fakes del genietto Johan Bergqvist la prendono all'americana, e senza disdegnare melodie vitaminizzate, piazzano innumerevoli stoccate liriche su un sound degno del miglior geek rock anni '90.

25. Calhoun - Heavy Sugar Qualcuno storcerà il naso per questa scelta, vedendo del marcio in un disco che indubbiamente strizza l'occhio alla grande folla. Ma come sempre l'importante sono le canzoni e i Calhoun, con qualche prurito Arcade Fire disperso nel substrato culturale delle radici americane, sciorinano quello che se me la passate è il disco indie, Dio quanto odio questo termine, meglio riuscito e meno cafone dell'anno.

24. Longplayer - s/t Quando il mito diventa un'ossessione, e l'ossessione un grande disco. Altra band svedese ed una stella polare: Lynne, Jeff Lynne. Probabilmente, il disco che meglio rappresenta lo spirito degli ELO dai tempi di Alpacas Orgling, indimenticato classico firmato dal maestro Bleu.

23. Dropkick - Time Cuts Ties Ennesimo (siamo a nove full lenghts in dieci anni) ottimo lavoro per questa prolifica band scozzese. Il senso è sempre quello, ma i loro dischi, in un determinato ambito, sono sempre meglio degli altri. Di americanizzare i Teenage Fanclub sono capaci in pochi, e di riuscirci bene quasi nessuno. Time Cuts Ties è il disco perfetto per dare il cambio, nell'autoradio, al celeberrimo Elvyn di un anno fa.

22. The Cry! - s/t Semplice, immediato, anfetaminico powerpop con impressi a fuoco i germi del tardo punk rock, per un disco che sembra uscito dal 1981. Canzoni brevissime, spesso sotto i due minuti, ed una carica melodica che dire travolgente è dire poco. Immaginatevi i Cute Lepers, ma più sintetici e più avvezzi ad una strofa melodica in pieno stile Who. Devastanti.

21. Noel Gallagher's High Flying Birds - s/t Alzi la mano chi di voi si aspettava un ritorno simile da parte del capo degli Oasis. Ok, ce lo aspettavamo tutti, in realtà. Rispetto a Beady Eye, non indecoroso ma un filo troppo scontato, il nuovo disco di Noel è fatto esattamente di quello che ci si apetta da lui. Uno che in vita avrà scritto mille canzoni sbagliandone dieci, o forse meno.

20. The Dahlmanns - All Dahled Up Da tempo immemore non mi divertivo così tanto ascoltando del bubblegum. I coniugi Dahlmann producono una delle più frizzanti opere di settore dai tempi di After School Special dei Teen Machine, fondendo in melodie che sono pura saccarina i Ramones, i Primitives e...gli Abba!

19. Mike Viola - Electro De Perfecto Un altro autore che non ha bisogno di presentazione alcuna è Mike, uno che, per dire, sta migliorando con una carriera solista super la propria discografia dopo aver sconvolto ogni appassionato di pop music con bands come Candy Butchers, Major Labels e LEO. Sempre più confidente, sempre più preciso. E almeno due brani da inserire facilmente nella playlist dell'anno.

18. Onestop - Labor Of Like Inspiegabilmente sottovalutato dalla comunità internazionale, ma non sfuggito ai nostri radar, è il secondo lavoro dei Onestop, dopo l'ottimo esordio chiamato Pop Shop uscito cinque anni fa. Un lavoro ondivago, equilibrista nel suo essere indiepop, puramente power ed incredibilmente scintillante nella capacità di prendere possesso del cervello piazzando la canzone che non ti aspetteresti. Se non ne avete sentito parlare, un ascolto dateglielo: scommetto qualcosa che il passo successivo vi condurrà all'acquisto.

17. Supraluxe - The Super Sounds Of Supraluxe Uno dei gruppi più solidi degli ultimi anni torna con un disco che, a parte qualche svago, gioca sui fantasmi di una profonda introspezione perlopiù acustica. Canzoni che si impossessano dello stomaco senza mollarlo facilmente ed una significativa nomination per il premio "Elliott Smith 2011". Grandi emozioni.

16. Smith And Hayes - Volume 2 Quando la copertina di un disco dice tutto. Smith And Hayes, parafrasando il best of dei Beatles "One", ci regalano una serie di tracce che rappresentano il miglior omaggio ai Fab Four uscito quest'anno. Poi, come al solito, le canzoni bisogna saperle scrivere e il duo, in quanto a ciò, non ha grossi problemi. Voglia di qualcosa che sia pervicacemente beatlesiano senza trascurare lo stile? Prego, servitevi a sazietà.

2 commenti:

Johnny PDX ha detto...

The CRY! appreciates the nod! We are thrilled to see folks enjoying our tunes around the world. We hope to have another album done by Summer.

Johnny PDX ha detto...

Our debut album on 12" vinyl will be out inEurope in Spring (taken by suprise records/Germany)..