venerdì 23 maggio 2008

Il libro da avere: John M. Borack - Shake Some Action. The Ultimate Power Pop Guide (2008; Not Lame)

Ho finalmente recuperato anch'io, come ogni powerpopper che si rispetti, la mia copia di Shake Some Action, The Ultimate Power Pop Guide. Per chi non ne avesse ancora sentito parlare, Shake Some Action (d'ora in poi SSA per comodità) è, come il titolo stesso spiega con efficacia, la guida definitiva a quel magnifico e sottovalutatissimo genere musicale chiamato power pop che noi amiamo così tanto. Il libro, 200 pagine edite dalla incommensurabile Not Lame di Bruce Brodeen, è stato scritto da John M. Borack, eminenza grigia del giornalismo pop indipendente Californiano, che nella propria carriera vanta esperienze in alcune riviste fondamentali per la divulgazione della "nostra" musica come Amplifier, Goldmine e Trouser Press. Borack è reputato, giustamente, uno dei massimi conoscitori della materia trattata in SSA, soprattutto perchè - oltre ad essere da una vita un giornalista "specializzato" - è mosso da una sincera passione (ossessione?) per il genere. Una passione che l'ha anche portato a collaborare, nelle vesti di musicista, con diverse realtà della scena di L.A. (tra le altre esperienze, è stato per un certo periodo il batterista dei favolosi Receiver di Ken West). E cotanta esperienza si palesa in tutta la sua grandiosità in una guida che ogni singolo appassionato di puro pop indipendente non può assolutamente non possedere.

Il modo in cui SSA è strurrurato permette di andare a scoprire una serie incredibile di dischi favolosi e dimenticati. Infatti, dopo una introduzione sulla genesi del power pop e la sua evoluzione dagli anni 7o fino agli albori del corrente secolo, si procede con la classifica dei migliori 200 dischi dell'epopea powerpop, di cui voglio ricordare almeno il "podio": al primo posto si assesta "Startin'Over" dei Raspberries, al secondo "Radio City" dei Big Star, mentre la medaglia di bronzo va - ex aequo - ai primi due dischi degli Shoes, vale a dire "Present Tense" e "Tongue Twister". Chiaramente ogni appassionato lettore potrà non condividere, o piuttosto preferire altri dischi di un autore rispetto a quelli inseriti, ma si sa, le classifiche sono quanto di più soggettivo esista sulla faccia della terra e, in ogni caso, il lavoro che Borack si è sobbarcato (ogni disco è accompagnato da una recensione, dettagliata per le prime cento posizioni, breve per le altre cento) merita eterna gratitudine. Anche perchè, dalla cinquantesima posizione circa in poi, l'autore ci parla anche di dischi completamente sconosciuti che vale assolutamente la pena di andare a cercare, e garantisco io, che già ho iniziato il lavoro...

La guida è impreziosita dai contributi di musicisti e giornalisti attivi nella scena, che sono stati chiamati a stilare le proprie classifiche riguardo ai dischi o ai singoli brani preferiti (tra gli altri, Jordan Oakes della seminale 90's powerpop 'zine chiamata Yellow Pills; Ken Sharp di Goldmine; David Bash, ovvero il capo dell'International Pop Overthrow e tantissimi altri). Come se non bastasse, troviamo la classifica dei dieci migliori "tribute albums", un articolo sulle più importanti etichette discografiche in attività, un elenco dei più "influenti" blog e giornali che si occupano di powerpop.

La ciliegina sulla torta, però, ci voleva. Ed allora ecco in omaggio un favoloso cd-compilation di 24 brani, gentilmente offerti a SSA da alcuni tra i più grandi autori powerpop di tutti i tempi, tra i quali i Rubinoos, i Rooks, Chris Von Sneider, Walter Clevanger, gli Spongetones, Paul Collins e Peter Case. Il bello è che molte di queste canzoni sono inedite, oppure sono differenti versioni registrate esclusivamente per la suddetta compilation, e questo mi sembra un ulteriore ottimo motivo per acquistarne immediatamente una copia dal sito della Not Lame. Tenete presente che la prima tiratura di copie è andata esaurita in due mesi circa. Ora è stato ristampato, credo per la prima ed unica volta, poi sarà andato per sempre e a chi avrà avuto l'ardire di non acquistarlo non resterà che mangiarsi le mani. Obbligatorio.

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