martedì 17 giugno 2008

Disco del Giorno 17-06-08: Chewy Marble - Modulations (2008; Side B Music)

Il mese scorso avevo scritto dell'uscita del nuovo album dei Chewy Marble e avevo promesso che ne avrei parlato più approfonditamente non appena ne fossi entrato in possesso. Quel giorno è finalmente arrivato e, dopo una settimana di ascolto, sono pronto ad esaltare Modulations, ad oggi uno dei migliori dischi di quest'anno. Il terzo studio-album della band Losangelina arriva a ben sette anni di distanza da Bowl Of Surreal, un periodo di tempo così lungo da avermi fatto dubitare che la band non esistesse più. Per fortuna i Chewy Marble sono ancora vivi, in grande forma, e questo nuovo lavoro è tranquillamente all'altezza, se non addirittura meglio, dei due dischi precedenti. Chi ha avuto la possibilità di ascoltarli può già rendersi conto del valore di questo cd.

Per chi non lo sapesse, i Chewy Marble sono stati creati a metà degli anni 90 da Brian Kassan, ammirato musicista di L.A., noto soprattutto per essere membro fondatore, bassista, tastierista e co-compositore degli immensi Wondermints, band che nel corso degli anni è diventata parte fondamentale della "struttura" di musicisti che segue Brian Wilson sia nei concerti che in studio. Il nucleo della band è completato dal cantante chitarrista Stu Forman e dal bassista Derrick Anderson, ma Kassan, nel registrare Modulations, si è avvalso della collaborazione di alcuni tra gli esponenti più in vista della scena powerpop di Los Angeles. Infatti, alla batteria si sono alternati Nelson Bragg (anche lui membro della Brian Wilson live band, di altri mille gruppi della scena locale e cantante/compositore solista di livello assoluto) e Jim Laspesa (tra l'altro batterista di Muffs e Baby Lemonade), mentre alla produzione, engineering e mixaggio hanno dato una mano Rick Hromadka dei Maple Mars, Steve Refling (produttore di Negro Problem e Martin Luther Lennon) e Rick Gallego dei Cloud Eleven. Con un team così, aspettarsi un ritorno in grande stile era il minimo, e Modulations è appunto un album tremendamente bello, che si giocherà fino all'ultimo un posto nella top 5 di fine anno.

Il brano introduttivo, nonchè singolo del disco, si intitola She Roxx, un pezzo che si discosta abbastanza dal fluido pop-sound tipico dei Chewy Marble. Trattasi infatti di college rock classico, sostenuto da dosi abbondanti di chitarre che ricordano tanto i Cheap Trick quanto i Weezer. E, del resto, il sound è appropriato ad una canzone che parla di una college-girl ("the biggest fox in school") che domina con la sua giacca di pelle, abusa del corteggiatore ascoltando gli Iron Maiden nella sua macchina e vorrebbe percuotere con violenza Britney Spears. Non male, diciamo, ma io ho amato i Chewy Marble per altri motivi e infatti il meglio deve ancora arrivare. Don't Look At The Sun, una bomba da cui sgorga in modo del tutto naturale una melodia irresistibile, è un brano powerpop dal grande tiro che coniuga alla perfezione armonie vocali di grande classe a chitarre ancora una volta "alzate a 11". Tuttavia, il classico songwriting di Kassan si fa strada dalla terza traccia in poi. Cross-Hatched World è il brano migliore del disco (e, non temo smentite, uno dei migliori dell'intero anno), con la sua cristallina melodia wilsoniana, marchio di fabbrica dei Wondermints e di un autore tra i più dotati per questo genere di cose. Un brano incredibile, e lo standard si mantiene molto elevato grazie a canzoni del calibro di Somewhere Else, psych-pop tra la California e l'Inghilterra degli Zombies e Flicker, superba ballata Beatlesiana che rappresenta un'altra delle preziose gemme del disco, mentre Picture The Finger è powerpop transgenerazionale, tra armonie vocali "sessantiste" e tessuto sonico corposo e "in your face" alla Big Star.

Le novità più evidenti dei "nuovi" Chewy Marble sono la presenza di due strumentali come Mental Toothache (dalle bizzarre ritmiche bossanova) e Moments, ma soprattutto il fatto che Kassan, a differenza degli album precedenti dove il cantato era esclusivo appannaggio di Forman, si appropri del microfono in qualche occasione, la dove le liriche sono più strettamente personali. Così abbiamo My Monster ("the monster in my brain just wants to be loved, no escape from a delirious mind"), una sorta di delirio dal testo particolarmente turbato posto su melodie tristi e sognanti. E poi My Dad, commossa ballata dedicata al padre scomparso, per finire con Clutter, altro ideale ponte sull'Atlantico per un viaggio che dalla west coast porta fino ai Pink Floyd immediatamente successivi a Barrett.

Non credo serva aggiungere altro per sollecitarvi l'acquisto di questo splendido album che, ribadisco, è per ora una delle cose più belle pubblicate quest'anno. Inoltre, qualora Modulations dovesse lasciare il segno anche su di voi, non perdete tempo e buttatevi a capofitto sui primi due, altrettanto meravigliosi, dischi dei Chewy Marble, ossia l'omonimo esordio del 1996 e il sopracitato Bowl Of Surreal, uscito nel 2001.

Nessun commento: