mercoledì 25 giugno 2008

Disco del Giorno 25-06-08: Shake Some Action! - Sunny Days Ahead (2008; Satellite 451 records)

Ritornano a poco più di un anno di distanza dall'omonimo, ottimo esordio (piazzatosi al #37 nella mia classifica degli lp dell'anno scorso) gli Shake Some Action! da Seattle. A parte l'apparente contraddizione tra titolo del disco (Sunny Days Ahead) e la provenienza da una città famosa soprattutto per il grunge e i nove mesi di pioggia all'anno, tutto il resto è coerente e fila liscio come l'olio. Essì, perchè a partire dal nome, la band guidata da James Hall tiene a precisare subito i propri connotati. Trattasi di grande powerpop, influenzato dai maestri che diedero lustro al genere tra la fine dei Settanta e l'inizio degli Ottanta, con qualche divagazione nella beatlemania e nella british invasion.

La rotta di navigazione che guidava il disco d'esordio è ancora valida, ma gli Shake Some Action! hanno stavolta maturato una scorza leggermente più dura, almeno in qualche brano. Si ascolti l'iniziale Get It Together, una breve fucilata rocker che sostituisce alla melodia una grande dose di carica. Allo stesso modo, riff rock'n'roll insistiti e dritti allo stomaco arrivano da You Don't Care, mentre Lookin' For Someone, più strettamente vicina ai territori garage Albionici, presenta un coinvolgente intro di chitarra palesemente "dedicato" ai Kinks prima maniera. Non so se l'evoluzione di questo tipo di brani sia stata consciamente voluta da Hall oppure sia la logica conseguenza del "potenziamento" della line-up. Il primo disco degli Shake Some Action!, infatti, era poco più di un progetto solista, mentre questo Sunny Days Ahead è il parto di una band vera e propria, completata da Chris Campbell (batteria, cori e tastiere), David Bos (chitarra e cori) e da Gary Miller (basso). In fin dei conti non è molto importante, soprattutto perchè i brani citati sono assolutamente divertenti e perchè - in ogni caso - i restanti 10 pezzi soddisferanno di certo coloro i quali avevano apprezzato il lavoro d'esordio.

La band non sbaglia un colpo e scrive powerpop songs essenziali, senza troppi fronzoli, melodiche ma potenti, grazie anche ad una produzione (firmata dallo stesso James Hall) sicura, confidente e rifinita con cognizione. Ne beneficia un grande suono segnato da una batteria "tesa" e vigorosa e soprattutto dalle classiche chitarre sferraglianti, in un impasto sonico che ricorda insieme il powerpop vigoroso degli Hoodoo Gurus e quello più "beatle-oriented" della band da cui prendono il nome (Unusual Girl - favolosi i la-la-la del controcanto - e Walking Away sono grandi esempi in questo senso) ma anche il mod beat degli Small Faces e i Nuggets come scuola di vita (che grande brano, Curtain Call). Il disco, nel complesso, è facilmente inquadrabile ma allo stesso tempo multidirezionale. Infatti, altre canzoni come Your Valentine sembrano addirittura pescare dalle caratteristiche melodiche dei Lemonheads, e altre come Draw The Line sembrano parti della premiata ditta Albarn/Coxon, senza dimenticare che due tra gli episodi migliori di Sunny Days Ahead sono rappresentati da due gemme merseybeat come Hurry Girl e I Don't Want To Talk About It, che uniscono una sorta di jingle-jangle spurio al brit pop antesignano degli La's.

Dopo un gran bell'esordio, gli Shake Some Action! non sono inciampati nel "sophomore slump" né tantomeno sono caduti nel ripetitivo, sfoderando un album che, per le sonorità che ostenta, sembra fatto apposta per me e per tutti i lettori di questo blog, assomigliando ad una sorta di riassunto di quasi tutti i nostri generi prediletti. Un riassunto fatto con originalità, però, cantato e suonato molto bene, capace di coniugare alla grande melodia e urgenza. Non è facile. A Seattle piove sempre, vero, ma con gruppi come Shake Some Action!, Model Rockets, Superdeluxe (oltre ai padri della patria Posies), la ex città delle camice di flanella può stare tranquilla. Davanti ci sono tante giornate pieni di sole.

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