
La domanda più inquietante su
Stranded Between Stations la potete trovare sulla pagina MySpace di
Mark Norris: "Come può suonare un album registrato in una soffitta durante il terribile inverno di Buffalo?". Forse un pelo malinconico, questo si. Di certo non straziante. Sicuramente, parola di Mark, i pezzi registrati negli scorsi due anni necessitavano di arrangiamenti più soft e gentili rispetto agli assalti power-pop della band che Norris ha guidato per dieci anni. Come quale? Ma i grandi
Girlpope, ovvio! Così ci troviamo a fronteggiare un disco che già al primo ascolto è sublime, ma che contemporaneamente è anche un "grower" e ascolto dopo ascolto cresce a dismisura. Sarà che brani come l'apertura
Last Regrets, un pò Steve Wynn, così sottilmente lo-fi mi fa impazzire; oppure sarà colpa del fantasma di Gene Clark che aleggia alle spalle di
To Old Relations. Non lo so, il piatto è molto ricco. E vario, pure. Dall'upbeat powerpop di
Handclaps a
Wrong Again, tinteggiata da Jeff Tweedy, c'è l'imbarazzo della scelta. In più, come se non bastasse, dopo il "fallimento" dei Girlpope Norris aveva quasi deciso di mollare la musica. Poi, in diciotto mesi, salta fuori con dieci pezzi come questi. Sarà mica che scrivere sapendo di non dover incidere sia così rigenerante?
www.myspace.com/marknorrisandthebackpeddlers
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