sabato 10 novembre 2007

Disco del giorno 10-11-07: The Makes Nice - This Time Tomorrow (2007; Frenetic records)

Josh Smith deve essere un personaggio strano. Già il fatto di essere il leader di gruppi cosiddetti heavy, ma possiamo pure chiamarli metal, come Drunk Horse e Fucking Champs e contemporaneamente essere residente a Berkeley, città-campus nel bel mezzo della Bay Area, non è una cosa normale. Passare dall'essere un metallaro ad essere pervicace cultore della musica sixties, poi, può anche capitare. Magari un pò meno facilmente il cambio di rotta si intraprende solo per aver visto un concerto di un gruppo di ventenni. O forse è proprio questa la forza del rock'n'roll? Bah. Il signor Smith, essendosi evidentemente rotto le scatole dell'heavy metal, necessita di un divertissement, qualcosa di più fresco, meno stantio. Vuole un "batterista soul fuori di testa" per fondare un gruppo R&B strumentale e lo trova in Jack Matthew. Poi, una sera, durante un party ad Oakland, vede suonare i Mothballs, gruppo di ragazzini che suonano un incendiario sixties-punk ed è estasiato dal titolare della quattro corde, Aaron Burnham. E' colpo di fulmine. Quando poi, verso la fine del set, i Mothballs attaccano con la cover di Woman degli Zombies, Smith capisce quello che va fatto. Tre e-mail, due telefonate ed ecco formato il nucleo sulle orme dei classici power-trio. Dodici mesi di prove più tardi nascono ufficialmente i Makes Nice.

All'inizio del corrente anno, i tre pubblicano il disco d'esordio Candy Wrapper and Twelve Other Songs. Circa un mese fa, a soli dieci mesi di distanza, nella più classica delle usanze sixties di produrre uno o più dischi all'anno, ecco il nuovo This Time Tomorrow.

Spesso parliamo di grandi dischi neo-sixties e chi ha letto qualche volta il mio blog sa della mia sconfinata passione per questo tipo di sonorità. Ma in questo caso non parliamo di un disco con suoni neo-sixties, parliamo di un disco che, per come si presenta, dopo dieci secondi di ascolto fa pensare ad una serie di brani effettivamente registrati tra il '66 ed il '69 e che per qualche motivo sono rimasti sconosciuti fino ad ora, quando qualche discografico ha deciso di assemblarli e di portarli alla luce del sole. Sembra di sentire una raccolta di singoli ed inediti di qualche sconosciuta band apparsa sul volume "Americano" dei Nuggets. Il suono è sporco, chiaramente (e rigorosamente) registrato in anaologico, lucidato da melodie vocali che sarebbe errato non definire pop. Quattordici pezzi veramente notevoli sospesi tra un sound che ricorda palesemente Small Faces e Who in primis, però con le linee melodiche dei Big Star di Radio City. Non ci sono momenti di rilassamento, la tensione è sempre alle stelle e le varie Melody Please, Don't You Understand, Waterworld e When It's All Gone, ma potrei citarne altre, centrano il bersaglio con una precisione ed un'assenza di retorica veramente super per un genere in questo senso così pericoloso. Una citazione a parte la merita Do It Again, traccia numero due, che -non solo secondo me- potrebbe essere uno dei più grandi singoli dell'anno. Speriamo solo che qualcuno tiri fuori i soldi per produrlo in formato 7", con una sola b-side, come si usava una volta. Perchè un pezzo così, con quei suoni e quell'attacco, se lo meriterebbe decisamente.

www.myspace.com/themakesnice

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