
All'inizio del corrente anno, i tre pubblicano il disco d'esordio Candy Wrapper and Twelve Other Songs. Circa un mese fa, a soli dieci mesi di distanza, nella più classica delle usanze sixties di produrre uno o più dischi all'anno, ecco il nuovo This Time Tomorrow.
Spesso parliamo di grandi dischi neo-sixties e chi ha letto qualche volta il mio blog sa della mia sconfinata passione per questo tipo di sonorità. Ma in questo caso non parliamo di un disco con suoni neo-sixties, parliamo di un disco che, per come si presenta, dopo dieci secondi di ascolto fa pensare ad una serie di brani effettivamente registrati tra il '66 ed il '69 e che per qualche motivo sono rimasti sconosciuti fino ad ora, quando qualche discografico ha deciso di assemblarli e di portarli alla luce del sole. Sembra di sentire una raccolta di singoli ed inediti di qualche sconosciuta band apparsa sul volume "Americano" dei Nuggets. Il suono è sporco, chiaramente (e rigorosamente) registrato in anaologico, lucidato da melodie vocali che sarebbe errato non definire pop. Quattordici pezzi veramente notevoli sospesi tra un sound che ricorda palesemente Small Faces e Who in primis, però con le linee melodiche dei Big Star di Radio City. Non ci sono momenti di rilassamento, la tensione è sempre alle stelle e le varie Melody Please, Don't You Understand, Waterworld e When It's All Gone, ma potrei citarne altre, centrano il bersaglio con una precisione ed un'assenza di retorica veramente super per un genere in questo senso così pericoloso. Una citazione a parte la merita Do It Again, traccia numero due, che -non solo secondo me- potrebbe essere uno dei più grandi singoli dell'anno. Speriamo solo che qualcuno tiri fuori i soldi per produrlo in formato 7", con una sola b-side, come si usava una volta. Perchè un pezzo così, con quei suoni e quell'attacco, se lo meriterebbe decisamente.
www.myspace.com/themakesnice
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