Power Pop e dintorni.

giovedì 15 novembre 2007

Disco del Giorno 15-11-07: Danny McDonald - Last Man's Tucker (2007; autoprodotto)

Danny McDonald è senza dubbio uno dei più grandi e sottovalutati musicisti Australiani. Già membro di ottime powerpop bands come P76 e Jericho e collaboratore di leggende della musica locale come Dom Mariani, Danny ha da poco fatto uscire il suo terzo lavoro da solista, intitolato Last Man's Tucker. A scanso di equivoci, il disco di cui stiamo parlando non c'entra assolutamente nulla con i lavori precedenti, almeno a livello di impatto. E' come se avesse voluto provare a se stesso di poter uscire con successo dal suo schema classico, che peraltro ne ha fatto uno degli artisti australiani più apprezzati a livello underground e di metterci la faccia il più possibile. Che vuol dire? E' come se avesse scritto le linee dei propri classici pezzi nel suo home studio, ma poi si fosse dimenticato di arrangiarli per la band e, in un impulso intimista ed introspettivo, le avesse registrate seduta stante, con l'aiuto di una chitarra acustica e saltuariamente di un'armonica a bocca. Il risultato è inaspettato e -lasciatemelo dire- strabiliante. Tutti e dieci i brani, nessuno escluso (giusto una nota particolare per la splendida That's Just Traralgon), convincono ampiamente e la ricchezza della sua voce permette di riempire un enorme spazio vuoto che, con le bands di cui è stato leader, non era certo abituato a lasciare. L'ho accennato e lo ripeto, Last Man's Tucker è un disco solitario e introspettivo, vero, ma non disperato e anzi pregno di aperture melodiche in qualche modo "west coast", che si ricollega alla grande tradizione dei migliori "troubadour acustici" e credo sarà molto apprezzato dai fans di Ryan Adams e Brendan Benson in flip acustico, Phil Angotti e degli ultimi, sofisticati Cloud Eleven di Sweet Happy Life. Notevole anche la produzione, che definirei (come piace dire a me) "in your face", molto intonata al minimalismo del disco.

Anche se siete fanatici integralisti del powerpop puro e non vi aspettavate un disco del genere da parte di uno dei vostri autori preferiti, il mio consiglio è quello di dargli una chance, potreste altrimenti perdere per sempre la possibilità di conoscere ed apprezzare un lato finora oscuro di un grandissimo artista. Del resto quando uno le canzoni le sa scrivere, le sa scrivere sempre. L'unico problema è che devo cercare ulteriore spazio per far posto a Last Man's Tucker tra i primi 30 in classifica...

http://www.dannymcdonald.com.au/

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